Il 21 aprile 2026, l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha presentato alla Camera dei Deputati la Relazione Annuale ANAC 2026, che fotografa lo stato delle attività di prevenzione della corruzione e di tutela della trasparenza svolte nel 2025.

Tra i temi centrali figura la vigilanza in materia di whistleblowing, con i dati completi sulle segnalazioni ricevute sul canale gestito dall’Autorità, la loro distribuzione per settore e gli esiti istruttori.

Nel 2025 ANAC ha aperto 1.931 fascicoli in materia di whistleblowing, di cui 1.517 provenienti dalla Pubblica Amministrazione e 414 dal settore privato. Di quelli del settore pubblico, meno di un terzo — 467 per la precisione — sono stati ritenuti ammissibili e avviati a istruttoria.

Il resto si è fermato prima: archiviato per improcedibilità, respinto per genericità, trasmesso ad altri Enti perché fuori ambito ANAC.

Questi numeri impongono ai RPCT una riflessione sulla gestione del canale interno: l’alto tasso di archiviazione dei fascicoli esterni indica che numerose segnalazioni giungono al canale ANAC prive dei presupposti minimi per essere istruite.

Analizzare i casi concreti su cui l’Autorità ha concentrato la propria vigilanza nel 2025 permette di individuare le aree dove il canale interno deve elevare il proprio standard di ricezione e investigazione.

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Ambiti delle segnalazioni whistleblowing trattati da ANAC nel 2025: i 3 profili istruttori principali

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1. Appalti pubblici e principio di rotazione degli affidamenti

Un dipendente comunale ha segnalato il frazionamento artificioso di affidamenti diretti per servizi di consulenza e la violazione del principio di rotazione. L’istruttoria ANAC ha rilevato il reiterato ricorso all’affidamento diretto in favore del medesimo operatore economico.

Per il RPCT, questo caso dimostra che la segnalazione di un illecito non va gestita come evento isolato, ma va considerata come un segnale di allarme sull’inefficacia dei controlli preventivi. Se il segnalante rileva una violazione del principio di rotazione in un ambito già mappato nel PIAO come area di rischio, significa che le procedure di controllo interno sugli affidamenti diretti non hanno intercettato la criticità in fase di esecuzione.

La segnalazione whistleblowing diventa dunque il test di tenuta delle misure di prevenzione adottate: se il canale interno riceve una segnalazione fondata su un rischio già noto, il RPCT deve verificare in quale punto il controllo di conformità non ha saputo rilevare l’anomalia.

2. Procedure concorsuali e alterazione dei punteggi

In una procedura concorsuale, una segnalazione circostanziata ha denunciato la riparametrazione arbitraria dei punteggi per favorire alcuni candidati, violando il bando e i principi costituzionali di pubblico concorso. L’Ispettorato della Funzione Pubblica ha confermato l’irregolarità, trasmettendo gli atti alla Corte dei Conti.

Questo caso sottolinea l’importanza del valore probatorio della segnalazione: il canale interno deve consentire la raccolta sicura di verbali, documenti e allegati, permettendo al RPCT di cristallizzare la fase istruttoria senza compromettere l’anonimato del segnalante.

3. Misure ritorsive e responsabilità dirigenziale

La Delibera ANAC n. 337 del 9 settembre 2025 ha sancito la condanna di un direttore di Ente sanitario a una sanzione di 16.000 euro per aver adottato misure ritorsive nei confronti di un medico segnalante.

L’Autorità ha ritenuto che il direttore non avesse dimostrato ragioni valide, estranee alla segnalazione, a giustificazione delle misure adottate, e ha pertanto commisurato la sanzione alla molteplicità e reiterazione dei comportamenti nel tempo.

La difesa del RPCT in questa sede si gioca tutta sulla tracciabilità documentale: qualsiasi misura organizzativa adottata dopo una segnalazione (trasferimento, modifica delle mansioni, cambio di ruolo) deve avere una motivazione documentata e indipendente dalla segnalazione stessa. In assenza di questa documentazione, l’onere della prova si inverte: tocca al dirigente dimostrare che non si tratta di ritorsione.

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    La gestione interna del whistleblowing: azioni pratiche per il RPCT

    La Relazione ANAC 2026 conferma che il whistleblowing risulta efficace solo quando produce istruttorie utilizzabili.

    Gli ambiti di segnalazione relativi ad appalti, concorsi e maladministration richiedono una gestione del canale che vada oltre la mera raccolta di testi liberi, diventando un processo governabile.

    Sul piano strategico, l’Ente deve intervenire su tre fronti:

    1️⃣ Formazione sui casi segnalabili: educare il personale per migliorare la qualità delle segnalazioni in entrata.

    2️⃣ Procedure interne coerenti: allineare i flussi istruttori alle prescrizioni del D.Lgs. 24/2023, riducendo la discrezionalità nella gestione.

    3️⃣ Tecnologia di protezione: adottare piattaforme digitali in grado di blindare l’identità del segnalante, gestire gli allegati in sicurezza e tracciare ogni fase del workflow istruttorio.

    L’assenza di questi elementi comporta un rischio tangibile: perdere di vista segnalazioni fondate o delegare al canale esterno ANAC la gestione di situazioni che l’Ente avrebbe potuto trattare internamente, con maggiore tempestività e minore esposizione reputazionale.

    Legality Whistleblowing: la piattaforma per la PA sviluppata da chi conosce la PA

    Legality Whistleblowing è la piattaforma SaaS per la gestione delle segnalazioni di illeciti adottata da centinaia di Enti pubblici e Società partecipate italiane, conforme al D.Lgs. 24/2023 e al GDPR – con aggiornamenti normativi, manutenzione e sicurezza sempre garantiti.

    La piattaforma guida il segnalante nella compilazione, raccoglie i documenti in modo sicuro e mantiene uno storico completo di ogni fase della gestione. Il RPCT ha sempre sotto controllo lo stato delle segnalazioni, i tempi e le azioni compiute, senza dover gestire fogli di calcolo, email o procedure complesse. In caso di ispezione o contestazione, la documentazione è già pronta.

    Tra i servizi offerti alle Pubbliche Amministrazioni figura anche la formazione obbligatoria per i RPCT e consulenza specifica per l’adeguamento privacy in materia di whistleblowing: informativa tra Ente e segnalante, procedura di gestione delle segnalazioni e supporto alla DPIA. Un aspetto che nel 2026 mette al riparo da qualsiasi ispezione del Garante Privacy.

    Legality Whistleblowing è una soluzione sviluppata da DigitalPA, Gruppo con oltre 20 anni di esperienza nella digitalizzazione di processi per la Pubblica Amministrazione.

    Approfondimenti

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