L’avviso di investimento 1.2 del PNRR – “Abilitazione e facilitazione migrazione al cloud” – prevede uno stanziamento di 500 milioni di euro affinché le PAL possano dotarsi di servizi e infrastrutture di cloud computing sicure, efficienti e affidabili. Vediamo insieme quali sono i contenuti del bando, come candidare il proprio Comune e con quali soluzioni sfruttare al meglio le risorse prima della scadenza del 22 luglio.

In che cosa consiste il bando 1.2 del PNRR?

Il bando 1.2 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, denominato “Abilitazione e facilitazione migrazione al cloud”, ha l’obiettivo di incentivare la migrazione delle basi dati e dei servizi dei Comuni al cloud: in parole povere, si tratta di sostituire i software e le infrastrutture digitali installate localmente sui dispositivi in uso alle Amministrazioni locali, favorendo invece le risorse informatiche accessibili tramite Internet.

Per l’avviso di investimento 1.2 sono stati stanziati attraverso i fondi del PNRR 500 milioni di euro – di cui il 40% è riservato ai Comuni del Mezzogiorno – rivolti ad una platea potenziale di 7.904 Comuni. Sulla piattaforma PA digitale 2026 è possibile monitorare in ogni momento l’ammontare dei fondi ancora disponibili, ripartiti tra quelli destinati alle regioni del Sud e quelli per tutte le altre regioni.

L’abilitazione al cloud delle Pubbliche Amministrazioni locali è un tassello fondamentale della Missione 1 del PNRR, focalizzata sulla digitalizzazione della PA, e della cosiddetta “Strategia Cloud Italia”, realizzata dal Dipartimento per la trasformazione digitale e dall’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. In parallelo ha infatti preso il via anche la realizzazione del Polo Strategico Nazionale, ossia la nuova infrastruttura informatica all’insegna della “sovranità digitale”, che intende assicurare i massimi livelli di sicurezza e continuità operativa e porre fine alla frammentazione dei data center usati dagli Enti.

Come candidarsi al bando per l’abilitazione al cloud delle Amministrazioni locali

La candidatura del proprio Comune va inoltrata sulla piattaforma PA digitale 2026, cui accedere tramite SPID o CIE.

Per partecipare all’avviso 1.2 occorre che i Comuni predispongano un vero e proprio piano di migrazione, che deve comprendere un certo numero di servizi, in un range variabile in base al numero di abitanti del Comune, e indicare la modalità con cui si intende effettuare la migrazione. Sono infatti due le possibilità: trasferire la propria infrastruttura informatica già esistente sul cloud, oppure aggiornare in sicurezza gli applicativi, ad esempio sostituendo i propri software con soluzioni native in cloud, come quelle erogate in SaaS (Software as a Service).

Gli Enti locali sono chiamati a presentare la propria candidatura entro e non oltre il 22 luglio.

I software in cloud e i servizi di DigitalPA finanziabili col PNRR

Per attuare l’abilitazione al cloud e selezionare il giusto numero di servizi per il proprio Ente, è importante affidarsi a un fornitore unico, che disponga delle giuste credenziali non soltanto in termini di tecnologia, ma anche di affidabilità e di profonda conoscenza del quadro normativo di settore.

Forte della sua più che ventennale esperienza nella digitalizzazione della PA, DigitalPA offre ai Comuni un catalogo dedicato alla migrazione al cloud dei processi più importanti per le Amministrazioni locali, tra cui il procurement pubblico, la trasparenza amministrativa e la comunicazione col cittadino. Tutti i software di DigitalPA possono essere finanziati con i fondi dell’investimento 1.2 del PNRR, in quanto progettati e sviluppati nativamente come soluzioni in cloud e certificati dall’Agenzia per l’Italia digitale.

Oltre agli strumenti digitali, scalabili e personalizzabili sulle esigenze del singolo Ente locale, DigitalPA mette a disposizione l’esperienza e il know-how dei propri consulenti per supportare i Comuni nell’impiego efficiente delle risorse del PNRR destinate alla transizione digitale.

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