Il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza non può gestire da solo un sistema che coinvolge uffici, dirigenti, procedimenti e dati provenienti da tutta l’Amministrazione.

Con l’Atto del Presidente del 10 giugno 2026, ANAC ribadisce che l’RPCT deve poter contare su una struttura di supporto effettiva e proporzionata alle caratteristiche dell’Ente.

L’Autorità richiama espressamente la necessità di mettere a sua disposizione personale incaricato, referenti, formazione, software specifici e ulteriori beni e servizi funzionali alla gestione della trasparenza e della prevenzione della corruzione.

Cosa stabilisce l’Atto ANAC del 10 giugno 2026

L’intervento dell’Autorità si concentra sull’organizzazione del supporto al Responsabile della trasparenza, applicando il principio di proporzionalità. Il modello organizzativo non deve essere identico per tutte le PA, ma ritagliato sulle caratteristiche concrete dell’Ente: dimensioni, articolazione territoriale, complessità dei procedimenti, livello di rischio, volume degli obblighi di pubblicazione e gestione dell’accesso civico.

In base a questi criteri, l’Autorità individua tre principali soluzioni organizzative:

  • Ufficio dedicato: per Enti di grandi dimensioni o ad elevata complessità, con personale assegnato stabilmente.
  • Struttura di supporto non esclusiva: per Enti medi, dove il personale afferisce ad altre unità ma con compiti, tempi e coordinamento formalizzati.

Rete dei referenti: fondamentale per Enti con sedi distaccate, per raccordare il Responsabile con i singoli settori e monitorare i dati sul territorio.

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Impatto sul lavoro del RPCT: flussi informativi e competenze

La gestione di Amministrazione Trasparente prende forma nei diversi uffici dell’Ente, dove vengono prodotti i dati relativi a personale, contratti pubblici, pagamenti e patrimoni. La figura di riferimento interno non deve produrre i dati in prima persona, ma definire un flusso informativo chiaro:
  • quale ufficio produce o detiene ciascun dato;
  • chi deve trasmetterlo e verificarne la completezza;
  • chi è responsabile della pubblicazione e dell’aggiornamento;
  • quali scadenze devono essere rispettate;
  • come vengono gestiti ritardi, omissioni e richieste di integrazione.

Senza questa organizzazione, il Responsabile è costretto a reperire le informazioni tra e-mail e solleciti informali.

responsabilità dirigenziale whistleblowing
Senza questa organizzazione, il Responsabile è costretto a reperire le informazioni tra e-mail e solleciti informali.

Inoltre, il coordinamento della trasparenza richiede competenze multidisciplinari:

  • Giuridico-amministrative per gestire gli adempimenti e il delicato bilanciamento con la Privacy (GDPR);
  • Informatiche e gestionali per garantire l’interoperabilità dei dati e la correttezza dei flussi digitali;
  • Economico-contabili per presidiare la sezione dei contratti e dei bilanci.

Un software specifico consente di unificare queste competenze in un processo tracciabile e controllabile.

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TrasparenzaPA: flussi, responsabilità e scadenze in un unico ambiente

TrasparenzaPA consente di coordinare in un unico ambiente le attività degli uffici coinvolti negli obblighi di pubblicazione. Attraverso profili e flussi autorizzativi configurabili, l’Ente può definire chi inserisce, verifica e autorizza i contenuti, mentre il Responsabile della trasparenza mantiene una visione aggiornata sullo stato degli adempimenti.
Il Modulo Monitoraggio permette di assegnare attività, monitorare le scadenze ed evidenziare tempestivamente pubblicazioni mancanti o da aggiornare. Il software è già adeguato agli schemi ANAC obbligatori e viene aggiornato costantemente rispetto all’evoluzione normativa.

DigitalPA affianca al software formazione specialistica, consulenza e assistenza dedicate, per aiutare RPCT e uffici a definire flussi interni chiari, aggiornare le competenze e gestire correttamente gli adempimenti.

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