ANAC ha adottato un parere (fasc. 1754-1956.2026) su tre quesiti relativi all’ambito soggettivo di applicazione del D.Lgs. 24/2023 in materia di whistleblowing.  

Il documento interessa sia le Pubbliche Amministrazioni (con i relativi RPCT), sia le aziende del settore privato e i rispettivi Gestori dei canali interni. Nello specifico, individua quando una comunicazione può essere qualificata come whistleblowing, come gestire l’identità del segnalante e quale percorso seguire per le segnalazioni anonime o fuori perimetro.

Il tuo canale interno consente davvero di distinguere e gestire correttamente le segnalazioni riservate, anonime e ordinarie, mantenendo sotto controllo comunicazioni, accessi e attività istruttorie?

Parere anticorruzione del 6 maggio 2026 – fasc.1754-1956.2026

Primo quesito: qual è la base giuridica per il trattamento dei dati personali nelle segnalazioni di illeciti?
ANAC rinvia al  Garante per la protezione dei dati personali per gli aspetti strettamente privacy. L’Autorità richiama comunque un principio centrale: la gestione delle segnalazioni whistleblowing deve avvenire tramite un canale appositamente progettato. La piattaforma deve limitare la circolazione delle informazioni e tracciare ogni accesso, garantendo in qualsiasi momento la piena dimostrabilità delle modalità con cui la segnalazione è stata gestita.
Secondo quesito: la piattaforma whistleblowing deve consentire al gestore di verificare subito l’identità del segnalante?
Il secondo quesito è il più rilevante per la configurazione delle piattaforme whistleblowing.
ANAC chiarisce che la protezione dell’identità prevale sulla necessità del gestore di verificarne immediatamente il nominativo. Una segnalazione può essere ricevuta, valutata e gestita dal RPCT o dal responsabile incaricato senza visualizzare automaticamente l’identità della persona che l’ha presentata.

La preferenza per le piattaforme informatiche si giustifica in virtù del fatto che, attraverso tali strumenti software, è possibile adottare misure di sicurezza più stringenti durante la ricezione e la successiva gestione della segnalazione.

Il software Legality Whistleblowing applica il principio indicato da ANAC attraverso:

  • separazione tra identità e contenuto della segnalazione, con crittografia asimmetrica su testi e allegati;
  • messaggistica integrata, che permette al RPCT di dialogare con il segnalante e chiedere chiarimenti o documenti senza vederne il nome;
  • versioni oscurate dei documenti condivisi, per proteggere dati identificativi anche negli allegati;
  • accesso ai dati identificativi solo quando strettamente necessario all’istruttoria, con relativa motivazione tracciata nell’audit trail;
  • disponibilità anche via App mobile e canale telefonico blindato, per raccogliere segnalazioni vocali mantenendo lo stesso livello di riservatezza.
Terzo quesito: come gestire le segnalazioni whistleblowing di soggetti estranei al contesto lavorativo?
Il terzo quesito riguarda le segnalazioni presentate da soggetti che non hanno, e non hanno mai avuto, alcun rapporto qualificato con l’organizzazione (es. un privato cittadino per la PA, o un consumatore finale per un’azienda). In assenza del collegamento con il contesto lavorativo, queste comunicazioni non rientrano nel whistleblowing ai sensi del D.Lgs. 24/2023; se previsto dai regolamenti interni, però, possono essere trattate come segnalazioni ordinarie e assegnate all’ufficio competente, ed è importante che nessuna vada persa solo perché non rientra nella definizione stretta di whistleblowing.

Legality Whistleblowing è configurata per prendere in carico e gestire, attraverso percorsi distinti all’interno della stessa piattaforma, sia le segnalazioni whistleblowing sia le comunicazioni da trattare come segnalazioni ordinarie. Tipologie, ruoli e permessi permettono di assegnare le comunicazioni agli utenti competenti; l’associazione ai Responsabili può essere automatizzata in base alla tipologia configurata. Documenti, messaggi e attività restano così all’interno della piattaforma, mantenendo distinti accessi, responsabilità e modalità di gestione.

Piattaforma Legality Whistleblowing di DigitalPA per registrare e gestire correttamente le segnalazioni di illeciti secondo il D.Lgs. 24/2023 e le Linee Guida ANAC 2025

Facciamo chiarezza: segnalazione riservata e segnalazione anonima non sono la stessa cosa

Il parere ANAC offre l’occasione anche di chiarire la distinzione tra segnalazione riservata e segnalazione anonima.

🕵️‍♂️ Segnalazione riservata: l’identità del segnalante esiste, ma viene protetta e separata dal contenuto della segnalazione. Il gestore può non conoscerla per impostazione predefinita, salvo necessità istruttorie motivate.
👤 Segnalazione anonima: l’identità non è disponibile perché il segnalante non si identifica o non fornisce elementi che permettano di risalire alla sua persona. I soggetti pubblici e privati possono trattare le segnalazioni anonime alla stregua di segnalazioni ordinarie, quando tale possibilità è prevista nei rispettivi atti organizzativi o regolamenti interni.

Gestione del canale interno whistleblowing: cosa devono verificare Enti pubblici e aziende dopo il Parere ANAC

Il parere non introduce nuovi obblighi, ma offre un riferimento utile per verificare l’adeguatezza del proprio canale interno e della propria procedura whistleblowing.
Aspetto da verificare Perché è rilevante Legality Whistleblowing
Separazione Identità/Contenuto Consente al gestore di lavorare sulla segnalazione senza visualizzare automaticamente il nominativo. Identità e contenuto sono separati e cifrati a livello di piattaforma.
Cifratura dei dati e messaggistica riservata Protegge le informazioni conservate e mantiene il dialogo all’interno della piattaforma. Dossier collaborativo con audit trail completo di ogni attività.
Accesso motivato e tracciato all’identità Permette di ricostruire quando i dati identificativi sono stati consultati e per quale ragione. Log di accesso con motivazione obbligatoria.
Ruoli e permessi configurabili Limita l’accesso alle informazioni ai soli utenti autorizzati. Ruoli granulari per RPCT, Responsabili e istruttori.
Gestione distinta di segnalazioni riservate, anonime e ordinarie Evita che comunicazioni diverse seguano lo stesso procedimento. Percorsi configurabili per ciascuna tipologia.
Gestione delle comunicazioni fuori perimetro Consente di indirizzarle agli utenti competenti senza disperdere informazioni. Assegnazione automatica per tipologia e tag intelligenti.
Limitazione di email, stampe e passaggi esterni Riduce la circolazione non controllata delle informazioni e la perdita di tracciabilità. Messaggistica e documenti gestiti interamente in piattaforma.
Legality Whistleblowing: la piattaforma configurata sulle esigenze di Enti e aziende
Legality Whistleblowing è la piattaforma SaaS DigitalPA per la ricezione e la gestione delle segnalazioni di illeciti nelle pubbliche amministrazioni e nelle aziende private, conforme al D.Lgs. 24/2023, alle Linee Guida ANAC e al GDPR.

La piattaforma consente ai gestori incaricati di lavorare in un ambiente unico, riservato e tracciato, con dati identificativi separati dal contenuto della segnalazione, ruoli e permessi configurabili, messaggistica integrata e accesso motivato all’identità. Può inoltre essere configurata per gestire, attraverso percorsi distinti, segnalazioni riservate, anonime e comunicazioni da trattare come segnalazioni ordinarie.

Legality Whistleblowing è una soluzione sviluppata da DigitalPA, Gruppo con oltre 20 anni di esperienza nella digitalizzazione dei processi per pubbliche amministrazioni e aziende private.

Piattaforma di Legality Whistleblowing: gestione delle segnalazioni di illeciti