Con la Determinazione AgID n. 267/2025, l’Agenzia per l’Italia Digitale ha approvato la versione 2.0 delle Regole Tecniche per le Piattaforme di Approvvigionamento Digitale (PAD), previste dall’art. 26 del D.Lgs. 36/2023. Il provvedimento è stato adottato d’intesa con ANAC, il Dipartimento per la Trasformazione Digitale e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.
Le nuove disposizioni sostituiscono integralmente le precedenti Regole Tecniche adottate nel 2023 (versione 1.0), applicando maglie più strette per la certificazione e il mantenimento delle PAD utilizzate dalle Stazioni Appaltanti.
La scadenza per l’implementazione delle nuove regole tecniche è fissata al 1° luglio 2026, e coinvolgerà tutti gli organismi che gestiscono procedure soggette al Codice dei Contratti Pubblici, anche quelli che utilizzano piattaforme già certificate o messe a disposizione da soggetti terzi.
Sono inclusi nel processo anche gli Enti privi di qualificazione, comunque obbligati all’utilizzo di una PAD per la gestione delle procedure entro gli importi previsti dalla legge.
Le Stazioni Appaltanti devono verificare con i propri fornitori il rispetto di questo cronoprogramma, assicurandosi che la piattaforma in uso rimanga iscritta nel Registro dei componenti certificati gestito da ANAC.
⚠️ Ma c’è un aspetto che rischia di passare in secondo piano: l’adeguamento non riguarda soltanto l’aggiornamento tecnologico in capo ai fornitori di software. Comporta una revisione profonda del modo in cui RUP e collaboratori gestiscono le procedure di gara e i contratti: vediamo come.
Per comprendere la portata delle nuove Regole Tecniche AgID è utile tornare al momento in cui è entrato in vigore il nuovo ecosistema di digitalizzazione previsto dal Codice dei Contratti Pubblici, nei primi mesi del 2024.
Nella fase iniziale di applicazione del D.Lgs. 36/2023, l’esigenza prioritaria delle Stazioni Appaltanti era evitare il blocco delle procedure di gara, in particolare per attività essenziali come l’acquisizione dei CIG, la trasmissione delle schede alla Banca Dati Nazionale dei contratti pubblici e l’adempimento degli obblighi di pubblicità legale e di trasparenza amministrativa. In quel contesto, il processo di certificazione si basava in larga parte su autodichiarazioni dei gestori.
Il Codice dei Contratti aveva però delineato da subito un disegno più ampio. L’art. 22 del D.Lgs. 36/2023 prevede la digitalizzazione dell’intero ciclo di vita dei contratti pubblici, e la Delibera ANAC n. 261/2023 aveva già delineato la necessità di gestire in digitale tutte le fasi, compresa l’esecuzione.
Le nuove Regole Tecniche AgID segnano quindi un passaggio di maturità del sistema per poter dare concreta applicazione al Codice.
Scopri gli elementi di maggiore impatto
✅ Registro di sistema e tracciabilità completa degli eventi: ogni operazione effettuata sulla piattaforma deve essere registrata e accessibile per attività di audit e verifica, con implicazioni dirette sulla responsabilità del RUP.
✅ Conservazione digitale del fascicolo di gara: requisito strutturale con impatto su come i documenti vengono prodotti, classificati e archiviati.
✅ Metadati strutturati e documenti nativi digitali: i documenti devono essere prodotti in formato nativo digitale con metadati corretti fin dall’origine, non semplicemente caricati come file.
✅ Comunicazioni digitali di gara: tutta la comunicazione tra Stazione Appaltante e operatori economici deve transitare attraverso la piattaforma, in modo che venga registrata.
✅ Profilazione utenti, ruoli e deleghe: la piattaforma deve rispecchiare la struttura organizzativa reale dell’Organizzazione, con responsabilità chiaramente definite.
✅ Interoperabilità con FVOE e principio once only: i dati già disponibili nei sistemi nazionali, incluso il Fascicolo Virtuale dell’Operatore Economico, non devono essere reinseriti manualmente.
✅ Accesso tramite SPID e CIE: standard obbligatorio per l’identificazione digitale degli utenti sulle piattaforme gare.
Il fascicolo digitale di gara diventa l’elemento cardine del nuovo impianto regolatorio. Ogni documento deve essere prodotto in formato nativo digitale, correttamente classificato e arricchito dai metadati, con una traccia completa di ogni decisione e comunicazione dalla programmazione fino alla chiusura del contratto. La sua corretta tenuta è una responsabilità che ricade direttamente su chi gestisce la procedura.
Una piattaforma tecnicamente aggiornata non è sufficiente se i processi interni di chi lavora con gli appalti restano invariati: documenti prodotti fuori sistema, comunicazioni non tracciate, dati reinseriti manualmente, ruoli non formalizzati. La conformità alle nuove Regole Tecniche AgID richiede un lavoro organizzativo che va affrontato internamente, con il supporto del fornitore ma non in sua sostituzione.
Tra gli aspetti più rilevanti delle nuove Regole Tecniche AgID emerge la centralità attribuita alla fase di esecuzione del contratto, rimasta per lungo tempo in secondo piano durante la prima fase della digitalizzazione degli appalti pubblici.
Nella prima fase di attuazione del nuovo ecosistema nazionale di e-Procurement, all’inizio del 2024, la priorità del sistema era soprattutto evitare il blocco delle procedure: acquisizione dei CIG, interoperabilità con ANAC, trasmissione delle schede alla BDNCP, continuità dell’approvvigionamento pubblico. Una fase inevitabile, anche considerando la portata del cambiamento introdotto dal Codice dei Contratti Pubblici.
Oggi il quadro è cambiato: la gestione dell’esecuzione è parte integrante del sistema digitale degli appalti, ed è uno degli elementi che incidono maggiormente sul principio del risultato introdotto dal D.Lgs. 36/2023.
Le nuove Regole Tecniche dedicano infatti ampio spazio a processi e adempimenti quali:
| ➡️ SAL e avanzamento delle prestazioni | ➡️ verifiche e collaudi |
| ➡️ modifiche contrattuali | ➡️ conclusione del contratto |
| ➡️ subappalti | ➡️ contenzioso |
| ➡️ sospensioni | ➡️ tracciabilità completa delle attività esecutive |
Le piattaforme devono supportare flussi articolati di gestione del contratto, garantendo continuità documentale, tracciabilità degli eventi, coerenza del fascicolo digitale e capacità di ricostruire in modo puntuale decisioni, attività e comunicazioni lungo tutto il ciclo di vita dell’appalto.
È una direzione che DigitalPA aveva individuato già nella prima fase della digitalizzazione obbligatoria. Nel 2024 la piattaforma Acquisti Telematici era stata infatti certificata su tutte le fasi del ciclo di vita dell’appalto, inclusa l’esecuzione del contratto, proprio nella consapevolezza che il nuovo ecosistema digitale non si sarebbe limitato alla gestione della gara o all’invio delle schede interoperabili.
Quella visione trova ora piena conferma nell’evoluzione delle Regole Tecniche AgID: avere una PAD certificata non significa soltanto poter acquisire un CIG, ma dotarsi di uno strumento capace di accompagnare la Stazione Appaltante nella gestione digitale dell’intero contratto pubblico.
Per potersi certificare, le piattaforme di e-procurement pubblico non possono più limitarsi a trasmettere gli obblighi informativi verso la BDNCP. È fondamentale disporre di strumenti completi per la governance a 360 gradi dell’esecuzione.
L’entrata a regime delle nuove Regole Tecniche AgID richiederà nei prossimi mesi un importante lavoro di adeguamento che non è soltanto tecnico, a carico dei gestori delle PAD, ma anche delle Stazioni Appaltanti.
L’adeguamento ha infatti un impatto diretto sull’organizzazione dei processi interni, la governance documentale e le modalità con cui vengono gestite le procedure di gara e l’esecuzione dei contratti.
Per le Stazioni Appaltanti può essere utile iniziare sin da ora a verificare alcuni aspetti chiave:
- come viene gestito il fascicolo digitale di gara
- quali informazioni vengono tracciate e conservate
- come sono organizzati ruoli, deleghe e profilazioni utenti
- quali processi sono ancora gestiti fuori piattaforma
- come viene monitorata la fase di esecuzione del contratto
- quali dati richiedono l’inserimento manuale ripetitivo
- come vengono gestite comunicazioni digitali, documenti e metadati
In molti casi emergerà la necessità di rivedere i workflow consolidati negli anni e di accompagnare il personale interno in un percorso di formazione e adattamento progressivo.
Anche per questo motivo, accanto all’evoluzione delle piattaforme, diventeranno sempre più centrali il supporto operativo, la consulenza specialistica e la capacità di affiancare Enti e Società partecipate nella gestione della transizione digitale degli appalti pubblici da parte dei fornitori accreditati.
DigitalPA segue l’evoluzione del quadro normativo sulle PAD certificate fin dalla prima fase della digitalizzazione obbligatoria, collaborando attivamente con AgID e ANAC nella definizione delle regole tecniche che governano il sistema.
L’adeguamento di Acquisti Telematici alla versione 2.0 delle regole tecniche è in stato avanzato, con l’obiettivo di garantire alle oltre 1.000 Stazioni Appaltanti che utilizzano la piattaforma continuità delle operazioni, interoperabilità avanzata e piena conformità entro la scadenza prevista.
per valutare l’impatto delle nuove Regole Tecniche AgID sulla tua organizzazione
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dedicati all’evoluzione delle PAD certificate e alla digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti pubblici.










