Con la delibera n. 344 del 9 settembre 2026, pubblicata il 6 ottobre, ANAC ha sanzionato con 15.000 euro ciascun componente dell’organo di gestione delle segnalazioni di una società privata. La società usava una piattaforma crittografata e conforme.

Il motivo? La riservatezza del segnalante è stata compromessa dal modo in cui è stata condotta l’istruttoria. I principi valgono per tutti i soggetti tenuti al D.Lgs. 24/2023, pubblici e privati. Nelle PA chi gestisce le segnalazioni è di norma l’RPCT, e la sanzione dell’art. 21, da 10.000 a 50.000 euro, colpisce personalmente chi gestisce, non l’ente.

Violazione della riservatezza nel whistleblowing: il caso sanzionato

Un dipendente aveva segnalato tramite il canale interno alcune anomalie su un contratto. Per l’istruttoria, i gestori hanno convocato le cinque persone del gruppo di lavoro e hanno indicato l’oggetto preciso della segnalazione, il cliente e i nominativi citati. Con un perimetro così ristretto, risalire al segnalante era semplice. Un componente dell’organo gli ha anche detto «abbiamo ricevuto la tua segnalazione».

Pochi giorni dopo il dipendente è stato escluso dalle comunicazioni del progetto e ha ricevuto una contestazione disciplinare. È stato poi licenziato: il licenziamento è stato riconosciuto come ritorsivo e dichiarato nullo in via giurisdizionale, con sentenza non ancora definitiva.

Cosa ha deciso ANAC nella delibera 344/2026

Il procedimento sanzionatorio riguardava due profili:

  1. Presunta mancata verifica e analisi della segnalazione: archiviato. I gestori avevano svolto le attività dovute, pur con carenze formali come l’assenza di verbali. Anche il canale interno è stato ritenuto conforme: l’errore è stato commesso da chi gestiva le segnalazioni, non dallo strumento.
  2. Violazione dell’obbligo di riservatezza (art. 12, D.Lgs. 24/2023): sanzione di 15.000 euro a ciascun membro dell’organo di gestione. Secondo ANAC, la segnalazione è stata gestita guardando solo all’accertamento dei fatti, senza la dovuta attenzione alle tutele del segnalante.

I principi affermati da ANAC

L'identificazione indiretta basta a violare l'art. 12.

È sufficiente fornire informazioni da cui si possa risalire al segnalante, anche senza farne il nome e anche se nessuno lo ha poi riconosciuto.

Le informazioni si filtrano prima dei colloqui

Chiedere riservatezza alle persone sentite è insufficiente.

L'istruttoria va impostata in modo da non far riconoscere il segnalante

Con un gruppo ristretto, ANAC indica di allargare in apparenza il perimetro dell’indagine o di presentarla come una normale attività di verifica o di audit.

I rischi si valutano prima di iniziare

Ruolo del segnalante, composizione del gruppo, possibilità che le informazioni circolino.

Le ragioni del segnalante sono irrilevanti.

Per le tutele si guarda all’oggetto della segnalazione.

La competenza si costruisce con la consulenza specialistica DigitalPA

La crittografia protegge il canale. Le decisioni su domande, persone coinvolte e informazioni condivise restano a chi gestisce la segnalazione, e la legge prevede espressamente che questo ruolo richieda una preparazione specifica.

consulenza specializzata gestione contratto digitalpa

L’art. 4, comma 2, del D.Lgs. 24/2023 affida il canale a una persona o a un ufficio autonomo e dedicato, oppure a un soggetto esterno, in entrambi i casi con personale specificamente formato. L’art. 12 stabilisce poi che l’identità del segnalante, e ogni informazione da cui può evincersi, non possa essere rivelata a persone diverse da quelle competenti e autorizzate.

DigitalPA affianca i gestori con un percorso di consulenza specialistica, differenziato per tipo di organizzazione.

🏛️ Consulenza DigitalPA per
Pubblica Amministrazione

Per RPCT e gestori delle segnalazioni, che rispondono personalmente ai sensi dell’art. 21:

  • Adeguamento privacy: guida agli adempimenti, informativa ente-segnalante, modello di procedura, documentazione DPIA;
  • Assistenza normativa per l’applicazione delle Linee Guida ANAC;
  • Formazione pratica per RPCT e gestori.

Il percorso è integrato con Legality Whistleblowing 7.0, la piattaforma conforme già utilizzata dalle PA.

🏢 Consulenza DigitalPA per Aziende

Per l’ODV o il responsabile compliance, gestire segnalazioni delicate significa conoscere gli obblighi normativi e i rischi connessi:

  • Adeguamento privacy: informativa azienda-segnalante, modello di procedura, DPIA;
  • Supporto normativo sul D.Lgs. 24/2023 e sulle Linee Guida ANAC;
  • Formazione pratica per i gestori.

Legality Whistleblowing 7.0 fornisce il canale tecnico; la consulenza DigitalPA garantisce la competenza necessaria a gestirlo in modo conforme e protettivo.

Webinar Whistleblowing: iscriviti ora

Legality Whistleblowing: il canale di segnalazione conforme, abbinato alla competenza

Legality Whistleblowing 7.0 è la piattaforma di DigitalPA per gestire le segnalazioni di illeciti in conformità al D.Lgs. 24/2023 e alle Linee Guida ANAC, utilizzata da Enti pubblici e Aziende private. La consulenza si integra con la piattaforma e accompagna i gestori nella conduzione delle istruttorie.

Piattaforma Legality Whistleblowing per gestire correttamente le segnalazioni di illeciti secondo il D.Lgs. 24/2023 e le Linee Guida ANAC 2025. DEMO
Iscriviti alla newsletter per restare aggiornato su tutte le novità della PA